Archivio mensile:luglio 2014

Invito all’ ascolto: SENTIRE

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anima2010[1]( Dipinto olio su tela di Barbara Missana,  Riflessione )

Provare, sentire, connettersi con i parlanti, con i suoni e i rumori degli oggetti comuni, scoprire l’ essenziale della comunicazione sonora, sentire con tutto il corpo. Chiudere gli occhi e ascoltare, accogliere i suoni per apprezzare il silenzio; ascoltare le parole per dare voce e nome alle emozioni e renderle visibili per poterle controllare attivamente. Spesso le parole nulla possono nella complessità del “sentire” e diventano fuorvianti. Ascoltiamo la voce di un dipinto, di un fiore, di una immagine, di una rappresentazione artistica. I loro linguaggi parlano alla sensibilità della coscienza in cui siamo immersi, nell’ attività prosociale dell’ ascolto; essi hanno la voce dei colori, della forma, della gestualità e dello stupore per le meraviglie naturali o create dall’ ingegno umano. Disponiamoci all’ ascolto accogliente e comprensivo dell’ altro da noi per vincere l’ egocentrismo del parlare” meticciato “, del dire per riempire la noia e il vuoto che si annida in noi. Ascoltare, sentire, sono di per sé parti essenziali della formazione umana nell’ ambito della comunicazione, sono il primo atteggiamento empatico verso l’ altro. Il “sentire” aiuta il poeta a dar vita alla sua esperienza artistica. Marisa Cossu

Perchè

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klimt-speranza-2[1]  (Klimt, Speranza )

Ho steso al sole

il mio cuore

perché asciughi la mia tristezza;

ho messo al sole

me stessa

perché scaldi la mia esistenza;

ho steso al vento

i pensieri

perché lascino le mie prigioni;

ho messo a nudo

i miei dolori

perché si bagnino di luce;

ho aperto al mondo

le mie parole

perché siano libere di volare;

ho messo al mondo

tutti i colori

perché incontrino l’ universo.

© Marisa Cossu

La rosa del Tanaro

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rosa_rossa_singola[1]

La rosa fiorì

sul lavatoio del cortile

della casa sotto le Alpi.

Fiorì e portò il sole

nel gelido angolo di pietra.

Con le sue mani il ragazzo,

tornato dai campi

con il bue,

lavorò i mattoni

e tu, donna gentile e mite,

ponesti i semi nel vecchio vaso

insieme al figlio già vivo nel tuo grembo.

Aspettasti i mesi a venire

per vedere alla luce quei misteri;

a lungo la fontana cantò

con voce pura

l’argentea nenia tra cristalli

di ghiaccio stilizzati.

Infine fiorì la,rosa,

fiorì la rosa rossa

come sanguigno sole,

gioiello della casa

dono raro.

Il dolore: Notte

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Giotto-Scrovegni.1.Ridotta[1]  ( Giotto, Cappella degli Scrovegni)

Si è spenta in un attimo
la luce,
un muro è sceso
d’erba cresciuta in fretta.
Subito e impenetrabile
è avanzata nel giardino,
si è innalzata l’edera
tra due battiti di ciglia.
Repentina
la notte ha mutato
ragnatele di nuvole
in ricordi,
i ricordi in sospiri.
Ogni colore è tramontato
dietro il sole dell’orizzonte,
la notte è senza luna.

Riflessione: Il potere comunicativo

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Non credo che la comunicazione possa risolversi in un fatto prettamente tecnologico e neppure che il medium assicuri il passaggio delle idee così come vengono generate dal pensiero del comunicatore.I tre mondi costitutivi della comunicazione si incontrano nel multiforme universo della comunicabilità,ma di per sé non costituiscono una prova dell’ avvenuta partecipazione emotivo-intellettuale all’ evento comunicativo. L’empatia, che nasce dallo scambio verbale-non verbale, implica che il messaggio sia trasmesso e ricevuto correttamente mediante i “linguaggi” propri del contenuto trattato. Se è vero che “tutto” è comunicazione per il semplice fatto di esistere (esisto quindi comunico), è pur vero che non possiamo limitarci ad una sfera percettiva-sensoriale della relazione comunicativa; dobbiamo aggiungere qualcosa al nostro modo di parlare di “comunicazione”, altrimenti si cadrebbe in un meccanicismo schematico. Tutto comunica a tutti qualcosa che per ciascuno assume connotazioni diverse: nella decodifica, alla ricerca di costanti nella musica, nella poesia, nelle arti in genere, ci aiuta lo studio del linguaggio e dei linguaggi come dichiarato dalla “svolta linguistica” della filosofia del Novecento. Mi limito a queste osservazioni per non tediare il lettore … ma la mia riflessione continua. Marisa Cossu

Ti perdo nella musica

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images9WY712N6

Come foglie d’ autunno

ingialliscono i tasi del pianoforte

al trascorrere della tua musica;

li tocca il tempo con limpide note

e lieve ,tra le dita, nasce la melodia.

Vibrano le corde della mia anima

nella dolce armonia

in cui incontra la tua densa

passione, il tuo cuore sonoro,

nudo nella profondità

del tuo distacco…

perché altrove è il pensiero

in mondi irraggiungibili

da me, liberi e vaghi,

ma lontani come lontano

è il bacio della tua bocca

volato in quelle note.

Ti perdo nella musica.

I papaveri

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3078-03-53-59-6387[1]

La rossa lentezza dei papaveri

fragile sullo stelo lungo e mobile

stenta a fiorire

e delicatamente spegne i suoi colori

così come si era accesa

la sua breve bellezza.

Verde e rossa la terra,

nella sua veste estiva

in circoscritte radure

esprime la speranza di rivivere

nel nuovo tempo della fioritura.

Penso ai colori ancora vivi

nel ricordo dei giorni

in cui quei fiori

raccoglievo nel prato presso casa

e mia madre il mio nome richiamava.

La mia stanza

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Rischiara la mia stanza

la fiaccola del dubbio

accesa nell’ età della ragione

e conservata vigile

al sicuro.

Penso e ripenso, scrivo

vivo di poesia, di parole,

 di immagini, di suoni

creati  dalla mente

e mai dimenticati.

Qui si sta soli

per riscoprire un senso

nelle cose che sembrano

e non sono,

per estraniarsi e cogliere

un pensiero più forte

tra i tanti che confondono

e risuonano

come sirene al vento

nell’ infinita

vacuità dell’ essere.